Elia, io sono Nessuno

Essere oggi un ragazzo trans in Italia. 

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Elia Bonci

Due anni, tra color che son sospesi, come diceva Dante riferendosi a uno dei massimi peccati. Ma qui non c’è nessun peccato, c’è una burocrazia che impiega oltre due anni a riconoscere le persone transgender. Questo dovrebbe essere sì visto come un peccato e una discriminazione! 

Ho incontrato Elia sul litorale di Latina, 24 anni, ha iniziato il suo percorso di transizione da un anno circa e sono 120 giorni che si sta sottoponendo al testosterone. Elia si sente uomo ma è imprigionato in un corpo di donna, soffre quindi di disforia di genere e ha deciso di intraprendere un percorso difficile e intriso di ostacoli come è il cambiamento di genere

Fin da bambin* ha sempre sentito di essere in un corpo che non sentiva il suo, rinchiuso dentro ruoli, costumi, usi, aspettative, idee che non erano le sue e gli venivano imposte dagli altri. Elia non sapeva chi era. Non capiva perchè si sentisse divers*, sapeva solo che gli altri lo facevano sentire sbagliat*. Una sensazione di disagio.

Non trovava risposte, non sapeva come parlare di una cosa che non capiva. Più l’adolescenza prendeva piede, più il disagio nei confronti del suo corpo saliva: non riusciva ad andare al mare, gli creava ansia spogliarsi e far vedere un corpo che non riconosceva suo. Ancora oggi Elia al mare indossa una maglietta, perchè il suo percorso non è finito. Oggi però ha capito che il suo corpo non è sbagliato, perchè è il suo e non è privo di valore. E’ un corpo che però non rappresenta appieno chi Elia è. 

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Chellaman

Ha cercato su internet risposte ai suoi dubbi: vaghe, sbagliate, ingiuste, offensive. Ha visto psicologi, letto, pensato molto, sempre da solo, cercando di trovare un perchè. Non sapeva cosa fossero le persone trans, pensava fossero persone che si prostituiscono. Ma online ha anche trovato Teo, un ragazzo transgender come lui, FtoM, ovvero female to male, che da donna è diventato uomo e che gli ha dato la forza, l’ispirazione, un aiuto seppur virtuale ma soprattutto una risposta al chi sono? Perchè sono diverso? Oggi Elia e Teo si conoscono anche IRL, nella vita fuori dal web e sono, come mi ha detto Elia “una cosa assurda che mi fa ridere” l’idolo uno dell’altro. 

“Vorrei vivere l’adolescenza che non ho mai vissuto, è così che vivo il mio processo di transizione. Sono stato costretto ad un’adolescenza difficilissima, perchè già da piccolo sentivo e sapevo di essere diverso. Oggi su questo tema e su farmaci che blocchino lo sviluppo adolescenziale c’è un dibattito in corso di cui si sente parlare molto poco.”

Cosa succede oggi in Italia ad una persona transgender


Elia mi ha raccontato la sua esperienza, che è partita dal cercare su google “cosa devo fare per essere transessuale?”. Prima ha voluto precisare però che per essere una persona trans valida, non serve iniziare un percorso di transizione, non tutte le persone trans prendono ormoni o vogliono sottoporsi ad interventi chirurgici per modificare il proprio corpo, ma devono sapere di essere egualmente validi. La società trasmette una visione delle persone trans che ne rappresenta una parte, ma il mondo e le persone sono tutte diverse. Elia, ad esempio, ha i capelli lunghi e gli piace mettere lo smalto e per questo non è “meno” trans. E’ Elia. 

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Picotte

Il percorso di transizione inizia con una valutazione psicologica da parte di esperti in disforia di genere; devono essere esperti in questo perchè è fondamentale essere sicuri che la persona che vuole sottoporsi ad un percorso di transizione soffra in primis di disforia di genere e non di altro (es. personalità borderline o disturbi bipolari). E’ un percorso, specie se ormonale e chirurgico, dal quale non si torna indietro. 

Il periodo della valutazione psicologica dipende da persona a persona, minimo 6 mesi, poi si viene sottoposti ad un test che serve per assicurarsi che la persona sia disforica e per ricevere l’ok a proseguire il percorso. 

La valutazione ha un costo, che varia a seconda delle regioni, in alcune è gratuita. A Roma per esempio ogni seduta costa 30€ e ne vengono fatte una o due a settimana. 

E’ qui che entra in gioco un fattore assolutamente non trascurabile, la burocrazia. 

In teoria, una volta fatto il percorso e il test, il risultato, che ti dà una certificazione del tuo status, dovrebbe arrivare in tempi molto brevi, ma di fatto non è così. Elia ha aspettato 4 mesi – sfortunato, come ha detto lui, perchè c’erano di mezzo le vacanze estive – ma di fatto è stato altri quattro mesi sospeso. Ha scoperto poi di non essere un caso isolato, le tempistiche sono inspiegabilmente lunghe. 

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Finalmente è arrivato il risultato, positivo. Ma non era finita, serviva anche una valutazione medica, giustissima, ma sempre perchè c’è poca chiarezza e poche informazioni valide reperibili, Elia non se l’aspettava. 

E’ fondamentale la valutazione medica, specie di un endocrinologo, se si vogliono assumere ormoni. E’ iniziato così però un altro iter di attesa per un day hospital che è arrivato mesi e mesi dopo.

Con tutte le carte in mano, finalmente, dopo circa un anno di attesa, psicologicamente molto pesante, che si è sommato agli anni di attesa alla ricerca di un’identità, Elia ha potuto iniziare ad assumere il testosterone per trasformare il suo corpo. Chiarisco che, nel caso di una persona transgender che voglia invece da uomo diventare donna, non si parla di testosterone ma di estrogeni; l’iter è però lo stesso. 

500€ è la spesa che bisogna prevedere per avere il certificato medico e psicologico (a cui può essere applicata l’esenzione 0 per chi può usufruirne). 

L’ultimo step nel processo di transizione, volendolo affrontare, è l’intervento. In Italia, solo dopo sei mesi di testosterone ci si può mettere in lista per fare l’intervento e da lì passano sicuramente diversi anni prima di riuscire ad arrivare a farlo. La falloplastica in Italia si può fare con il sistema sanitario nazionale ma è un intervento che può essere fatto con diverse tecniche, non tutte disponibili però in Italia nè affrontabili da tutti. Volendo fare l’intervento in paesi che offrono tecniche differenti, ciò può costare anche fino a 30.000€. 

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Hartleshkina

Quando pensavo di essere arrivata alla fine della lista degli ostacoli, Elia mi racconta invece dello strano caso del testosterone in Italia. 

Ci sono diverse tipologie di testosterone in diversi formati. E’ fondamentale rispettare le prescrizioni dell’endocrinologo non solo nelle dosi ma anche nel nome/tipo di farmaco e nei tempi di somministrazione. Questi ormoni hanno un impatto importante sul corpo e a livello psicologico, è un trattamento dove bisogna essere attenti e scrupolosi.
Nonostante l’AIFA dica che il testosterone che serve a Elia (e a molti altri) è disponibile in Italia, moltissime farmacie nel centro sud non lo hanno e fanno molta resistenza per ordinare il farmaco. Alcune si sono addirittura rifiutate di venderlo o procurarlo ad Elia accampando scuse sulla ricetta (validissima). 

C’è quindi forse una sorta di emergenza legata a questi farmaci che Elia sospetta essere un problema del centro sud, in quanto ha ricevuto molti messaggi da ragazzi trans del nord Italia che invece dicono di non esserci problemi nel reperire i farmaci. Problema forse legato alla distribuzione, in correlazione al guadagno economico – anche se il testosterone ha un costo non indifferente, che sembra variare molto nelle regioni e nei diversi paesi, da 45 fino a 100€ per lo stesso farmaco e va assunto a vita.

Evidentemente tutto questo non è sufficiente per portare le farmacie ad avere una scorta che permetta ad Elia, e a tanti altri, di essere sicuro di poter avere il farmaco giusto al momento giusto. Elia per questo è stato costretto a cambiare farmaco due volte con anche dei giorni di sospensione del trattamento.

Se avete riscontrato lo stesso problema, scrivete ad Elia che sta cercando di trovare un modo per risolvere questa strana scarsità di farmaci. 

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Anacuba

Elia oggi ha il certificato di transizione, fisicamente inizia ad assumere dei tratti maschili, tutti lo chiamano Elia perchè questo è il nome che ha scelto, ma di fatto, dopo anni e ancora per molti sarà Nessuno.

Uno, nessuno e centomila sono lo persone trans in Italia che rimangono legalmente sospese, legate nonostante tutto all’identità legale che hanno acquisito alla nascita. I documenti non corrispondono più all’immagine di Elia di oggi, ma la sua patente ha sempre la foto dei suoi 18 anni e il vecchio nome. Come viaggia? Come guida? Come va a votare? Come deve vivere in questi due anni e lavorare? Le persone trans affrontano di fatto una discriminazione pesante, perchè troppo spesso ci si nasconde dietro a cavilli legali o tempi burocratici assurdi per non dare loro l’identità che hanno scelto e che è un diritto avere.

Elia ha scritto due libri legati alla sua esperienza e dopo aver trovato una sera scritto sulla sua macchina “trans di merda sei morto” (prima che facesse outing) ha creato il programma “Amore e Movimento” per combattere la transfobia con l’educazione e con l’amore. Un progetto che sta portando in giro il più possibile e vorrebbe proporre nelle scuole, per far si che non solo si educhi alla diversità ma soprattutto per aiutare le tante persone che si trovano oggi dove si è trovato lui, praticamente solo, 6 anni fa.

“Mi ricorderò per tutta la vita il giorno in cui al mare una mamma coprì gli occhi al figlio (che mi stava sorridendo) dopo aver saputo da me che ero un ragazzo trans”.

(Editor in Chief & Co-Founder of pureeros)

“Se avessi saputo a 20 anni quello che ho scoperto a 30”. Quante volte ho sentito questa frase, troppe. Quando si tratta di sessualità, di intimità e piacere, di conoscere il nostro corpo, di capire cosa ci piace o no, di esprimere i nostri desideri o di metterci al primo posto, nessuno ci ha detto che è giusto farlo. Ve lo dirò io: facciamolo!

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