Una Vagina per Lucio Fontana

«Lo sapevo fare anche io!» è la frase che più spesso si sente dire di fronte ad opere contemporanee con un significato figurativo apparentemente nullo come, ad esempio, i famosi e discussi tagli di Lucio Fontana.

 

lucio fontana

Decisa a far perdere questo maledetto vizio alla gente spingendola a ragionare e a capire il mondo che spesso si cela di fronte a cose che possono apparire prive di significato, ho interpellato un artista (nonché amico) Michele Battistuzzi.
Michele è un giovane artista trevigiano fotografo dei Beni Culturali che, come me, nutre passione per l’arte e fiducia verso il sapere e la conoscenza; ma, cosa può c’entrare effettivamente Michele con Vibes Week e SexIsArt? Ve lo spiego subito.

Michele Battistuzzi lucio fontana

Vi devo però una premessa fondamentale: gettare le basi per la comprensione dei tagli di Lucio Fontana e delle sue famose Attese. Facendola molto breve potrei riassumere il tutto dicendovi che lo spazialismo è stato un movimento artistico nato verso la fine degli anni Quaranta in Argentina e approdato ben presto a Venezia, proprio grazie allo stesso Fontana.

attese lucio fontana

Il movimento si poneva – essenzialmente – non tanto il problema della rappresentazione figurativa di questo o quell’oggetto, bensì il problema della percezione dello spazio. In un momento storico/artistico come quello della metà del Novecento, dopo la catastrofe dei conflitti mondiali, dopo il susseguirsi di generi e stili artistici, dopo tutti gli artisti che avevano totalmente “violentato” e stravolto lo spazio (basti pensare a Cézanne, Picasso, Kandinsky, Mondrian, ecc.) forse l’unica cosa che rimaneva da fare era andare al di là dello spazio ferendone la tela in modo da poter avere un immediato e continuo dialogo tra luce/ombra, pieno/vuoto e fuori/dentro.

È proprio questo il concetto ripreso da Michele Battistuzzi in chiave più intima nel suo trittico Attese – omaggio a Lucio Fontana. Nell’ intervista che abbiamo realizzato Michele mi spiega quanto l’Accademia di Belle Arti di Venezia lo abbia aiutato nell’apprezzare Fontana che prima, addirittura, detestava.

attese lucio fontana

Ad attrarlo verso la figura di Lucio Fontana è stata la capacità dell’artista di giocare molto con la rottura della bidimensionalità della tela e, allo stesso tempo, alludere con quel taglio alla penetrazione non solo concettuale della tela stessa ma anche della penetrazione sessuale.

Per questo motivo Michele ha deciso di portare avanti il suo progetto che vede la fotografia di organi sessuali femminili come omaggio alle Attese di Fontana. Chiaramente, il tutto non ha assolutamente nulla a che vedere con la pornografia, anzi, tende a estraniare il corpo della donna dal suo ruolo quotidiano portandolo a fare da ponte tra il concetto di spazialismo e l’arte contemporanea.

Nell’omaggio di Michele Battistuzzi, quindi, vediamo l’organo sessuale femminile elevato ad opera d’arte prendere il senso di nuova forma di vita, di “dolce” attesa, di buona novella.

attese battistuzzi lucio fontana

Come lui mi spiega, non è sicuramente stato facile trovare donne o ragazze disposte ad “offrire” la propria vulva per la realizzazione dell’opera ma, una volta sul set, il focus era dipingere e organizzare tanto che l’imbarazzo delle modelle è svanito dopo poco. 

Come sono solita fare con i miei “ospiti”, chiedo anche a Michele Battistuzzi cosa ne pensa dei tabù e del rapporto tra la sessualità femminile e la società di oggi. Entrambi siamo concordi sul fatto che nel 2019 la sessualità non dovrebbe certo essere un tabù; lui, in più, non nasconde la sua preoccupazione sulle modalità in cui la sessualità venga di questi tempi veicolata tramite i vari mezzi di comunicazione e social network che troppo spesso non vengono usati nella maniera più opportuna creando purtroppo – altrettanto spesso –  conseguenze spiacevoli.

Nonostante oggi l’ Omaggio sia solamente un trittico l’idea di Michele sarebbe quella di creare un vero e proprio ciclo composto da una decina di opere… quindi ragazze, fatevi sotto!

(Critica D'Arte)

Sesso e Arte hanno un minimo comune denominatore: liberano la mente e lo spirito. Qualcuno diceva che “la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere” ed è proprio per questo motivo che vi voglio mostrare quanto sesso e arte abbiano viaggiato assieme durante il corso di tutte le epoche.

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